Il Paese e Dintorni

 IL CASTELLO DI CEPPALONI

Tutto il borgo medioevale gravita intorno al Castello, che è situato nella parte più alta del Paese. Il Castello ci ricorda il nostro passato, la nostra identità: è motivo di orgoglio per l’appartenenza alla stessa comunità; esso rappresenta un enorme patrimonio culturale ed ambientale per il Comune.

La conoscenza delle proprie radici promuove il miglioramento di se stessi, concorre a valorizzare il proprio paese e a migliorare le sorti, affinché la storia futura sia più edificante rispetto al presente, e degna di essere vissuta. La ROCCA (o CASTELLO), con tutta l’area circostante, recentemente è stata acquisita come patrimonio Comunale, con apposita delibera Consiliare.

 CASA COMUNALE


Ai margini del borgo, inserito in un paesaggio naturale di grande suggestione e bellezza, sorge il Municipio, con annessa la chiesa della SS. Annunziata di Ceppaloni.

Si tratta di un antico convento, facente capo all’ordine francescano, risalente al XV secolo. Dall’archivio parrocchiale risulta che, nel 1738, nel convento, vi erano 15 religiosi. Nel 1802 erano presenti 20 religiosi. Di pregevole fattura sono il coro ligneo, i confessionali, la cantoria, i numerosi affreschi e stucchi, le sculture lignee appartenenti al XVIII secolo.

L’antico convento, ora casa comunale, è stato restaurato e riportato al suo antico splendore. In tal modo si è dato decoro e dignità alla vecchia costruzione. Il nostro bellissimo palazzo Comunale si è arricchito di tre importanti uffici:

1. Sportello dell’Agenzia delle Entrate di BN;

2. Postazione “Qui ENEL”;

3. Centro zona dell’alto Calore Irpinio di cui Ceppaloni è Comune Capofila, i quali, oltre al prestigio per il nostro comune, arrecano un notevole servizio per i cittadini.

 CENTRO STORICO DI BARBA

Ceppaloni, per sua fortuna, dispone di bellissimi centri storici, sia nelle singole frazioni che nei piccoli borghi.

Il più antico è sicuramente il Centro storico di Barba (antica BALBA o poi VALVA ossia il guscio della conchiglia che si apre, come lo stretto di BARBA).

Barba, antico centro strategico, domina la Valle del fiume Sabato. Secondo la leggenda, proprio nello stretto di Barba avvenivano i riti delle streghe detti “SABBA” ossia luogo della perdizione. Le streghe, secondo la tradizione, erano donne imparentate con il demonio. La loro patria d’elezione è Benevento e, a quanto pare ed ancora oggi, non si è mai del tutto conclusa la capacità umana di credere nel magico e nel demonio. Le streghe sacrileghe esercitavano un dominio sull’uomo grazie ai loro rapporti con il diavolo (o pseudo diavoli). E proprio nello stretto di Barba (vedi foto), all’ombra di secolari alberi di noce, le streghe più audaci, spalmate di unguento magico, composto da latte di asina e carne di lupo, amoreggiavano con i diavoli o con lo stesso satana, per poi bivaccare e danzare sfrenatamente fino alle luci dell’alba. Nel Sannio le streghe venivano chiamate “IANNARE”. L’albero sacrilego fu fatto distruggere da San Barbato, vescovo di Benevento. Secondo alcuni studiosi il “SABBA delle Streghe” del Sannio deriva dal culto dell’Egiziana ISIDE dea della luna e della magia, guaritrice del Dio SOLE.

Sotto lo stretto di BARBA passava la “via antique maiore“ che da Benevento raggiungeva Avellino e poi Salerno. Documenti del X° ed XI° Sec., citati dallo storico Scandone, dimostrano l’importanza di questa via, che univa l’Appia (Regina viarum) con la via “Capua o Brutium”.

BARBA ha dato i natali a Padre Innocenzo Polcari, insigne gesuita, grande poeta,latinista, il quale amò tantissimo la sua terra natia ed a cui dedicò tantissime poesie.